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Agente 007, non è ancora tempo di morire

Alla vigilia del suo cinquantanovesimo compleanno, torna al cinema l’agente 007, James Bond. Lo fa per l’ultima volta con le sembianze di Daniel Craig, che ha già annunciato l’addio al suo ruolo più importante, ma anche il più ingombrante come è successo per i colleghi che l’hanno preceduto.

No time to die, non è tempo di morire, è tuttavia un titolo beneaugurante. Perché suggerisce che 007 non morirà, e che qualcuno raccoglierà il testimone di Craig riportando prima o poi il nostro agente segreto preferito sul grande schermo, per quella che a quel punto sarà la ventiseiesima volta.

Daniel Craig

Barbara Broccoli, erede del primo produttore della franchise di James Bond, il padre Albert insieme ad Harry Saltzman i quali il 1° ottobre 1962 dettero vita alla saga ad oggi più lunga della storia del cinema con Doctor No, in Italia Licenza di uccidere, ha alimentato indiscrezioni secondo cui il prossimo Bond potrebbe essere una Jane. E indubbiamente sarebbe una delle più grosse conquiste raggiunte dalle donne in tema di parità di diritti effettiva, se le signore ci consentono la boutade.

Intanto, è tempo di godersi quest’ultimo capitolo di James in versione Daniel. C’é voluto più tempo del previsto, il covid, l’arma presunta letale sganciata da chissà quale Spectre dei nostri ultimi anni, si è rivelato un avversario tosto da sconfiggere.

No time do die doveva uscire due anni fa. Ma intanto siamo ancora vivi, e quando sentiremo di nuovo risuonare la sigla iniziale tutto andrà a posto, tutto sarà andato bene davvero, come ci diciamo da due anni a questa parte. E l’entrata in scena di 007 sarà una volta di più rassicurante per tutti. Il destino del mondo, comunque vada, è nelle mani migliori possibili.

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Mr. Bloogger

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