Ombre Rosse

Buio pesto nel centrodestra pratese

La saggezza popolare suggerisce di contare fino a dieci prima di paralare. Per precauzione, se la parola è scritta meglio fino a venti o trenta. Ma quando la voglia è tanta ed il tempo scarseggia, arriva il tempo di rompere gli indugi. La cittadinanza si chiede: l’opposizione a Prato dov’è? Dov’è quel centrodestra che sembrava correre a passo sicuro verso il Palazzo del Comune, mentre calava il crepuscolo, sulla versione laniera, dell’epopea renziana?

«Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco» diceva Trapattoni, ed invece da mesi nella testa dei dirigenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega risuona il mantra «Abbiamo la vittoria in tasca!». Nella certezza di avere un indissolubile consenso nella città, i guru del centrodestra hanno cessato di pubblicare sui social network il puerile gioco di parole Biffoni-Buffoni, per dedicarsi all’offesa reciproca ed al remake del film Indovina chi viene a cena.

Qualche fine politologo sosterrà che è troppo presto per parlare di candidature e che i programmi elettorali non vengono letti da nessuno, come se un lavapiatti si sentisse legittimato a pulire con l’acqua sporca visto che tanto se ne sta nascosto in cucina.

Per adesso, le seconde e terze file dei dirigenti e militanti dell’opposizione sono rimasti fiduciosamente in attesa, poiché erano certi che le varie segreterie provinciali di partito stessero tessendo, da mesi, rapporti per una campagna elettorale col vento in poppa, basata sui molteplici inciampi dell’attuale Giunta di centrosinistra.

Per ora, a meno di 30 settimane dal voto, è già un successo se i protagonisti del centrodestra pratese chiudono le telefonate tra loro senza un bel vaffa, di grillina memoria. Pare che in troppi si siano dimenticati che la città è storicamente di centrosinistra e senza unità ed umiltà la destra non vince. Da troppo tempo nell’opposizione imperversano solo personalismi.

Certo diventa tutto più difficile quando dalla battuta sul cognome di Biffoni, bisogna passare alla proposta politica e trovare la quadra tra sensibilità diverse. Inoltre, a pensar male, sembra che qualcuno negli stessi ambienti del centrodestra abbia deciso che sia più conveniente una riconferma del Partito Democratico in città e stia tifando ed agendo per ottenere una spaccatura tra Fdi, Fi e Lega.

Il nodo del Soccorso, la viabilità, il vecchio ed il nuovo ospedale, lo stadio, l’A.C. Prato, il Creaf, l’immigrazione, la sicurezza, l’aeroporto di Peretola. Tanti e vasti sarebbero i temi su cui mettere in discussione le scelte o le reticenze del centrosinistra alla guida della città. Perché i dirigenti dell’opposizione non lo fanno seriamente? Nel concetto di serio non vi rientra la battuta da bar sulla bacheca di Facebook. Nessuno sembra sentire la responsabilità di prendere l’iniziativa politica e questo non potrà non avere conseguenze.

Nel centrodestra, a meno di 30 settimane dal voto amministrativo, il re è nudo, benché ci sia ancora una folta schiera di persone pronte a porgere una mutanda, una camicia e, perché no, la fascia tricolore. Il problema è: qualcuno avrà l’intelligenza e l’umiltà di ammettere di aver bisogno dell’aiuto di tutti o cadrà nel gioco di chi vuole un centrodestra frammentato e perdente?

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Mr. Bloogger

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