Ombre Rosse

C’é poco da celebrare

A Parigi, sede scelta per comprensibili ragioni storiche e meno comprensibili ragioni politiche, va in scena la commemorazione del Centenario dell’Armistizio. dove parlano soprattutto Macron, quello che non ha trovato di meglio che beatificare il collaborazionista Petain, e la Merkel, che in rappresentanza della Germania – fosse dipeso dalla quale quell’armistizio dopo cento anni saremmo ancora ad aspettarlo – ha ammonito tutti i presenti circa l’irrinunciabile necessità di una Europa unita sotto un unico governo (ma non l’avevano già fatto un paio di suoi predecessori, nel 1914 e nel 1940?) e circa il pericolo del rinascere dei nazionalismi (quelli in sostanza che si sono rotti i coglioni dei suoi discorsi).

La telecamera, impietosa, inquadra Putin che va a salutare Trump. Dal labiale, sembra si ricavi un «Ciccio, ti saluto. Io telo, ho anche la macchina messa male, questa non si cheta più, qui ci si fa buio. Te che fai?» Risposta di Trump, a denti stretti e mezza bocca: «Anch’io mi levo di torno. Saluto il bischero del padrone di casa e la sua carampana, e sgommo. Vo a sentire Salvini, legge in pubblico la risposta all’Unione Europea». In rapida successione, la telecamera inquadra Putin che ghigna e fa il verso del pollice in su, poi Mattarella che scuote la testa (ma resta zitto!).

Pare che il partito democratico americano ricandidi la Clinton e la Cdu tedesca la Merkel. La Gruber farà ancora Otto e Mezzo. Dio c’é.

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Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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