Accadde Oggi

Dimenticati!

Joseph Campana era un italoamericano di terza generazione, i suoi nonni italiani erano emigrati in America alla fine dell’800 e lui poco più che ventenne fu arruolato e mandato con le truppe da sbarco ad Anzio. Comandava una carro armato Shermann che dopo un paio di giorni dallo sbarco, fu colpito dai cannoni tedeschi e prese fuoco.

Insieme a due dei suoi uomini sopravvissuti, si precipitò fuori dal carro e si trovarono di fronte a dei soldati tedeschi che gli stavano correndo incontro con il fucile spianato e la baionetta innestata. Joseph aveva con se soltanto il suo coltello e lo usò per salvarsi la pelle. Ebbe la meglio contro il suo aggressore ma ne uscì anche lui malconcio e con una grave ferita. Fu curato per un po’ di tempo e tornò in servizio, non però fra le truppe combattenti, proprio quando gli Americani arrivarono a Prato.

Dopo alcune settimane conobbe Marisa e nel ’46, finita la guerra, tornò in Italia per sposarla. Dopo alcuni anni però le conseguenze delle ferite riportate tornarono a minare la sua salute e a metà degli anni ’50 poco più che trentenne,  dovette arrendersi alla morte. Lasciò la moglie e due bambini di sei e nove anni.

E’ sepolto nel cimitero di Natick, Massachussets; accanto alla sua lapide come, spetta di diritto a tutti i veterani, l’U.S. Army ha posto una piccola bandiera a stelle e strisce. Caduto a seguito delle ferite riportate in battaglia. Gli Alleati persero per liberare l’Italia almeno trecentomila giovani, più quelli morti in seguito come Joseph, e almeno duecentomila grandi invalidi. Molti di quei ragazzi, morti a vent’anni, sono sepolti in Italia in cimiteri ben tenuti e dove impressionanti file di croci bianche contrastano con il verde dei prati.

Come ormai da tantissimi anni, di questo mezzo milioni di ragazzi venuti da lontano a morire e sacrificare le loro vite per noi, non è stato detto nulla! Nemmeno un grazie, sussurrato. Televisioni, radio, sfilate, fiumi di tronfie parole di politici, scrittori, cariche dello Stato. Tutti ad osannare la lotta partigiana, nemmeno i soldati del Regio esercito, cobelligeranti con gli Alleati, numerosissimi e valorosi, sono stati nominati.

Solo i partigiani nelle retrovie hanno liberato l’Italia è ormai la storia trionfante. A quanto pare di guerra combattuta fra eserciti sulla linea Gustaf e sulla Linea Gotica non ne vuole parlare nessuno: non è premiante e non si presta ad essere plagiata e mistificata.  A forza di autoincensarsi, fra qualche anno dei ragazzi come Joseph diranno che erano in divisa perchè erano solo dei Boys Scout e che venuti in Italia per turismo, erano morti per cause accidentali o di malattia!

Un proverbio recita: «Non fare del bene se non hai l’animo predisposto all’ingratitudine».

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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