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Euro2020, che è mai costato sognare?

La sensazione resta quella: le Notti Magiche sono tornate. E Roberto Mancini, a cui non andò giù allora di viverle dalla tribuna, se le sta riprendendo. La sua Italia non sarà la più forte di sempre (anche se qualora al prossimo incontro con il Galles ottenesse un risultato utile eguaglierebbe quella di Vittorio Pozzo con una striscia di 30 partite consecutive senza sconfitte), ma di sicuro è quella che assomiglia di più alla giovane ed arrembante compagine di Azeglio Vicini, che mancò il bersaglio pieno forse soltanto per un episodio.

Di nuovo all’Olimpico per il secondo turno di questo Europeo girovago, agli azzurri viene riproposto il match del primo turno, anche se l’avversario di stasera, la Svizzera di Vladimir Petkovic, è un po’ più consistente della Turchia. Ma il tema tattico è lo stesso, loro tutti dietro la linea del pallone, i nostri a far girare palla con perizia, in attesa del varco giusto per l’accelerazione letale.

Partitaccia anche questa, del tipo che ti manda alle stelle il morale se ne vieni comunque a capo, o ti complica la vita da matti, soprattutto psicologicamente, se ne rimani irretito, invischiato, incasinato. Ma i ragazzi azzurri del 2021 non tremano, come non tremavano quelli del ’90. Schiumano voglia di andare avanti verso un sogno, e di sorprendere l’Europa ed il mondo con un gioco che non vedevamo giocare su un nostro campo da non sappiamo più quanto tempo.

Roadrunner Locatelli, è 1-0

Squadra che vince non si cambia, se non per infortunio. L’undici è lo stesso del secondo tempo contro i turchi, ma perde Chiellini al trentesimo per un risentimento muscolare che di comune accordo con il CT il capitano azzurro non vuole rischiare di complicare. Al suo posto Acerbi, e tra le tante note positive di questo scorcio di fine primavera azzurra c’è che quasi nessuno si accorge del cambio.

Poco prima, Giorgione aveva segnato il gol del vantaggio italiano, togliendo anzitempo castagne bollenti dal fuoco della banda Mancini. Ma la palla gli aveva sbattuto sull’avambraccio, il regolamento UEFA è chiaro ed in Europa il Var lo usano e lo prendono sul serio. Complimenti all’arbitro russo Kasarev, e non solo per la decisione nella circostanza, dimenticato il pessimo Makkelie.

Gol dunque annullato e Chiellini out, tutto da rifare. Di che abbattersi, in altri momenti storici azzurri. Ma i ragazzi del 2021 non si accorgono neanche della sorte negativa. Poco dopo sono di nuovo in fuga con Berardi sulla fascia destra, che sfonda in maniera devastante alla Mbappe e rimette in mezzo per l’accorrente Locatelli. La ex riserva di Verratti arriva fresco come una rosa malgrado si sia fatto mezzo campo alla velocità di Usain Bolt, e non manca la abbastanza comoda deviazione sottoporta.

Se a mettere in discesa l’Italia contro i turchi era stato un revival del Pescara di Zeman, stasera è una azione made in Sassuolo. Azzurri in festa insieme al quarto di Olimpico presente sugli spalti ed a tutta la nazione pallonara. E vita che si complica per Mancini, anche se piacevolmente: se e quando Marco Verratti sarà pronto, vai a levare la maglia da titolare a questo Locatelli, così come vai a dare una chance a Chiesa sacrificando un Berardi che se fossimo un po’ meno provinciali avremmo il coraggio di definire, appunto, all’altezza di Mbappe.

Festa sugli spalti, anche se a ranghi ridotti

Raddoppia nella ripresa sempre il Loca, al termine di una delle tante azioni manovrate in velocità dagli azzurri. Stavolta è Barella a porgergli l’assist che il neroverde trasforma con un gran tiro da fuori area, facendo felice non soltanto l’ex mister De Zerbi.

La Svizzera è troppo compassata, e di fatto cede le armi, rimandando la rivincita al doppio confronto di qualificazione mondiale di novembre prossimo. Fa comunque a tempo a beccarne un altro, quasi simile al secondo, con Immobile, l’inossidabile Immobile (sempre più simile ai vecchi Boninsegna e Graziani, pochi fronzoli e tanta devastante sostanza) che da fuori mette in grave difficolta il portiere elvetico Sommer, costringendolo alla papera.

Finisce con l’Olimpico in festa azzurra, come trent’anni fa. E come trent’anni fa gli ottavi di finale sono conquistati con una giornata d’anticipo. Basta un pari con il Galle domenica per mantenere il primo posto del girone e volare a Londra. A quel punto, il gioco si farà duro. Ma nel frattempo i duri saranno definitivamente in gioco anche per gli azzurri, non più ragazzini di belle speranze ma un’armata letale capace di affettare in due le certezze di qualsiasi squadra. Anche quelle più forti, che però almeno giocheranno a viso più aperto.

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Mr. Bloogger

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