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Geronimo, il guerriero che difese la cultura del popolo Apache

Geronimo è stato uno dei più famosi condottieri indiani del XIX secolo. Apache, nativo americano, il vero nome era Goyaałé. Nacque il 16 giugno 1829, vicino al fiume Gila, in Arizona. Trascorse una gioventù tranquilla, e come tutte le 250 tribù di indiani d’America prima delle guerre e della decimazione, una vita libera in stretto contatto con la natura. Per loro era incomprensibile la legge dell’ uomo bianco che lottava per conquistare la terra depredandola di ogni sua risorsa. Ma scese in campo con le armi, dopo che 400 soldati messicani trucidarono sua moglie, i suoi figli e sua madre, nell’estate del 1858.

Geronimo fu un guerriero leggendario. Lottò alla testa di un piccolo gruppo per difendere la cultura Apache, per la libertà e contro il colonialismo. Fu un leader spirituale, uno sciamano con grande esperienza nel campo della medicina tradizionale.

Combatté per circa 25 anni contro le truppe messicane e statunitensi. Fu uno stratega di straordinaria intelligenza militare ma dovette scontrarsi con un nemico infinitamente superiore per mezzi e per numero. Il suo divenne l’ultimo grande gruppo di combattimento di nativi americani che si rifiutarono di riconoscere il governo degli Stati Uniti nel West. Questa lotta giunse a termine il 4 settembre 1886, quando Geronimo si arrese e fu consegnato al generale Nelson Miles dell’esercito statunitense, che per catturarlo aveva messo in campo ben 5.000 sodati.

Fu costretto a passare gli ultimi anni della sua esistenza nelle prigioni di Fort Sill in Oklahoma, dove dettò la sua autobiografia e dove morì, il 17 febbraio 1909, a causa di una polmonite.

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Mr. Bloogger

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