Cultura e Arte

Giallo, che passione!

In principio si chiamava romanzo poliziesco. Perché aveva come protagonista la polizia. Non la sbirraglia o la polizia politica che aveva assicurato ordine pubblico e status quo fino alla Rivoluzione Francese, ma la moderna polizia che cominciava ad usare metodi sempre più scientifici nella prevenzione e nella repressione del crimine.

Furono gli anglosassoni ad inventare il genere letterario, così come avevano inventato i nuovi metodi polizieschi. Scotland Yard aprì ufficialmente i battenti nel 1829 a Londra, più o meno nello stesso anno in cui al di là dell’Atlantico a Baltimora negli Stati Uniti un giovane cadetto di West Point realizzava che non era la carriera militare a confacerglisi, ma piuttosto quella letteraria. Edgar Allan Poe dette alle stampe I Delitti della Rue Morgue nel 1841, e consegnò alla storia della letteratura il primo personaggio tipico di investigatore del crimine,  commissario della Sureté Nationale di Parigi.

Già, perché nell’Ottocento ancora la lingua e cultura francese erano egemoni, e lo sarebbero rimaste fino alla seconda guerra mondiale. Il giovane americano che fondava un genere letterario di incerto successo cercava un padre nobile. La Francia a quel tempo era padre e madre di tutto ciò che aspirava al successo, e la letteratura francese ottocentesca non aveva uguali. Victor Hugo ed Eugene Sue avrebbero dato poi il loro impareggiabile contributo al roman policier – così era stato battezzato il nuovo genere -, anche se a quel punto le crime novels avevano già fatto ritorno in patria, in quel mondo anglosassone che aveva inventato i nuovi metodi polizieschi nonché il modo migliore e più efficace di raccontarli sulla carta stampata.

Arthur Conan Doyle

Gli Stati Uniti avrebbero avuto il loro momento un secolo dopo il capostipite Poe, con autori come Dashiell Hammet Raymond Chandler, che avrebbero costretto a ribattezzare il genere in noir, o hardboiled. Il romanzo gotico e quello poliziesco si sarebbero fusi definitivamente creando quel sottogenere tipico di stile americano che avrebbe fatto la fortuna del giallo letterario e di quello cinematografico.

Il termine giallo, a proposito, è un contributo tutto italiano alla evoluzione del poliziesco. Nel nostro paese le storie del crimine venivano pubblicate fin da prima della guerra da Mondadori in una apposita collana la cui copertina aveva invariabilmente quel caratteristico colore. E giallo è rimasto, non solo per noi italiani.

Nel frattempo, la Gran Bretagna aveva ripreso in mano dalla metà dell’Ottocento il genere, dandogli i connotati che più o meno ancora oggi conosciamo. Capostipite della letteratura poliziesca inglese è s. La sua Pietra di Luna, pubblicata nel 1868, è considerata il primo romanzo giallo della storia inglese ed europea. Il sergente Cuff, l’investigatore a cui è affidato il compito di ritrovare il diamante indiano rubato, è fedele all’archetipo – pur cucinato in salsa britannica – imposto dal Dupin di Poe, e prefigura a sua volta quello che sarà il canone classico stabilito pochi anni dopo dal maestro conclamato del genere.

Edgar Allan Poe

Nel 1881 esce infatti a Londra Uno Studio in Rosso, opera prima di un giornalista prestato alla letteratura, Arthur Conan Doyle (Edimburgo 22 maggio 1859 – Crowborough 7 luglio 1930). La storia è narrata da un medico militare tornato dall’Afghanistan, il dottor John Watson, ma il vero protagonista compare – come il Bond di Ian Fleming – dopo qualche pagina. E da quel momento ruba la scena a tutti, passati, presenti e futuri investigatori. O come si comincerà a chiamarli proprio allora, con termine mutuato da una lingua inglese che sta prendendo giorno dopo giorno il sopravvento su quella francese, detectives.

Sherlock Holmes è il campione del metodo deduttivo applicato alle indagini di polizia. E’ il Cartesio, il Galileo delle scene del crimine, che riesce a mettere tra l’altro ingenerosamente e puntualmente in ridicolo i metodi ancora troppo scolastici di Scotland Yard. Dopo Conan Doyle/Holmes ed il loro assioma: «eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità», niente nel mondo del giallo sarà più lo stesso.

Al centro delle storie di maggior successo, dovunque e comunque siano scritte, ci sarà sempre da allora in poi una mente analitica e deduttiva eccelsa, capace di mettere insieme indizi e di risolvere misteri apparentemente insolubili per i normali addetti ai lavori e per il pubblico degli aficionados. Dal commissario Maigret di Georges Simenon, al Philip Marlowe di Raymond Chandler, al Nero Wolfe di Rex Stout, ogni epoca ed ogni paese avrà il suo emulo di Holmes, giù giù fino ai nostri giorni ed al nostro di paesi, con il commissario Montalbano del compianto Andrea Camilleri a fare da ultimo ma non meno importante e riuscito epigono.

Conan Doyle si spense nel 1930. l’Inghilterra aveva perso il padre di uno dei suoi generi letterari più riusciti. Ma aveva appena trovato la madre. Colei che avrebbe mantenuto ad Albione il primato del giallo, per qualità e quantità.

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

Lascia un commento