Ombre Rosse

Gli occhi del lupo

C’é una frase che riassume più di tante altre il senso della vita e dice: se hai paura dei lupi, non devi andare nel bosco. Mi affascina perché davvero è una lezione di vita incommensurabile. Sei hai paura di ciò che potresti dover fronteggiare durante il corso della tua vita, hai paura della vita stessa e non dovresti proprio affrontarla. Questo è il senso.

Il suo autore? Si chiamava Iosif Vissarionovič Džugašvili, Stalin per gli amici, era diventato ad un certo punto l’uomo più potente del mondo (o uno dei due più potenti), ne comandava una buona metà esercitando un potere assoluto, ma non era stato sempre così potente. La sua giovinezza, i cosiddetti anni migliori, l’aveva trascorsa a fuggire dalla polizia zarista. Una delle più brutali e spietate di ogni tempo, da adombrare anche quella della Lamorgese.

Dicono tutti di esecrarlo, al giorno d’oggi. In realtà sono in molti a volerlo emulare, anche e soprattutto nel nostro paese. L’unico che non ha fatto ancora bene i conti con il suo passato, né quello fascista né quello comunista. Di piccoli stalinisti abbonda la nostra storia politica recente, e vanno ricercati non solo a sinistra ma in tutto l’arco costituzionale. Soprattutto adesso che vorrebbero tanto chiudere la bocca a chi non la pensa allo stesso modo.

Quegli anni hanno poi prodotto, malgrado tutto, i Soros, i banchieri di Satana da cui sono discesi come ultima e più diabolica filiazione prima Mario Monti e poi Mario Draghi. Intendiamoci, Stalin se li sarebbe mangiati tutti questi guerrafondai che non riescono a fare il solletico nemmeno a Vladimir Putin, ma che in compenso riescono benissimo a rompere le scatole a coloro che dovrebbero in teoria essere i migliori e più riveriti clienti dei loro prodotti, i popoli dell’occidente.

E’ tempo che chi ha zanne altrettanto lunghe e possenti di queste mezze calzette che vorrebbero tanto assomigliare a Stalin le mostri. E faccia sentire quel sommesso ma possente, inquietante, raggelante ringhio con cui il lupo annuncia la sua presenza e ti avverte, finché sei in tempo per fare un passo indietro e ritirarti. Quel ringhio che poi si moltiplica se il lupo si raduna in branco, scatenando il terrore anche nella più miserabile, ignobile, carogna delle bestie.

Autore

Andrea Sarti

Andrea Sarti

Lascia un commento