Ombre Rosse

Green Pass, l’ultima cazzata

Il mantra italiota é: se vuoi andare ai Caraibi e alle Maldive, ti devi vaccinare. O, a seconda delle possibilità, anche solo se vuoi andare a Vada-Rosignano in campeggio. Non saprai mai cosa hai in corpo fino a quando Alien non si ridesterà nelle tue viscere, ma in compenso puoi prenotare le vacanze 2021. Contento?

Intanto, chi vuole si può rimettere in fila dal primo luglio per fare il pass, anche se nella maggior parte del pianeta nessuno glielo chiederà. Se tiri fuori il pass all’estero, c’é caso addirittura ti ridano in faccia. Italiano, eh?

Budapest, Puskas Arena, 16 giugno 2021

Per chi al pass ci crede, nonostante tutto, ricordiamo che siamo in attesa da oltre vent’anni della carta di identità elettronica che ottempera ad una direttiva comunitaria. La maggior parte dei Comuni italiani ancora non la rilascia, troppo costoso, troppo complicato.

A Copenhagen e a Budapest si gioca l’Europeo di calcio a stadi esauriti e senza ostentar di mascherine. All’Olimpico di Roma siamo arrivati ad ammettere obtorto collo il 25% del pubblico pre-pandemia. E c’é inoltre bisogno che un membro del governo, Matteo Salvini, ricordi quotidianamente ai suoi colleghi che la mascherina all’aperto non serve a niente.

Avanziamo un pronostico. Se abbiamo annusato bene l’aria che tira e conosciamo un po’ i nostri polli italiani, tra due o tre mesi di questa campagna vaccinale e delle (costose) fregnacce ad essa connesse non parlerà più nessuno. E saranno molti che negheranno di averne mai anche solo sentito parlare.

Se poi Roberto Mancini porta i suoi ragazzi a vincere l’Europeo, anche già tra quindici giorni.

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Mr. Bloogger

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