Tecnologia

I “nativi digitali” sono naturalmente esperti?

Negli ultimi anni si utilizza sempre più spesso il termine nativi digitaliper indicare coloro che fin da giovanissimi sono abituati ad utilizzare le varie tecnologie digitali, essendo nati nell’era della rete e di internet.

E’ in dubbio che il digital divide, cioè il divario nell’accesso alle risorse, si sia affievolito e sempre più persone hanno avuto l’opportunità di poter usufruire di una grande varietà di strumenti tecnologici. Infatti, smartphone, computer e tablet sono tra le mani della stragrande maggioranza delle persone e pare siano proprio i giovanissimi a farne un uso costante.

La questione, adesso, è l’utilizzo che ne fanno. Internet, e più in generale la rete, hanno sicuramente offerto la possibilità a tutti di accedere ad un un numero illimitato di informazioni ed i giovani, essendo nati in questo periodo storico, hanno preso così velocemente dimestichezza con gli strumenti da sembrare dei naturalmente esperti.

Tuttavia, l’esser nati in un mondo sempre più digitale non significa essere capaci o volere sfruttare i benefici di quel contesto, anzi, talvolta irrompe l’ozio e l’utilizzo che i giovani fanno della rete non è fruttuoso.

Analizzando alcuni dati Istat che riguardano le attività svolte su internet, si comprende che gli individui dagli 11 ai 19 anni non sono soliti ad utilizzare il web per cercare approfondimenti o consultare quotidiani online. Tanto meno navigherebbero in rete per prender parte a qualche corso online o per informarsi su temi rilevanti per la società.

L’uso che i giovani fanno di internet è abbastanza circoscritto alle seguenti attività: giocare online, parlare con amici, guardare film in streaming, ascoltare musica, visitare siti porno e, talvolta, consultare qualche sito wiki per informarsi su argomenti di vario genere.

I dati riguardanti i piccolissimi non si discostano dai precedenti (6-10 anni), infatti le attività più svolte sono di nuovo quelle del gioco online, dei video in streaming e dell’ascolto di musica. In questo caso, il problema da risolvere è anche quello dell’eccessivo utilizzo di internet da parte dei bambini.

Come affermano gli studiosi Luciano Paccagnella e Agnese Vellar, autori del libro Vivere online. Identità, relazioni, conoscenza, occorre «un’alfabetizzazione digitale» che faccia diventare gli individui in grado di usare al meglio le tecnologie.

Pensare che i giovani, essendo nati in un’epoca sempre più digitale, siano dei naturalmente esperti è errato. La loro grande capacità di utilizzo degli strumenti tecnologici deve essere indirizzata anche verso azioni di livello superiore e non solo per attività che si rifanno allo svago, altrimenti i vantaggi di internet svaniscono e rimangono solo i rischi.

Autore

Mr. Bloogger

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