Ombre Rosse

Il Conte e il Re

E dunque, Giuseppe Conte sale al Quirinale a rassegnare le dimissioni dal suo governo vers.2 nelle mani di chi glielo aveva conferito 17 mesi fa, dopo le dimissioni dal suo governo vers.1 di segno diametralmente opposto. L’uomo per tutte le stagioni e per tutte le emergenze sembrerebbe arrivato a fine corsa.

Responsabili in Parlamento non ne trova, c’è troppa aria di resa nei conti, pur nel contesto di una maggioranza che ha nel proprio programma politico un punto solo: portare a casa di ogni singolo parlamentare lo stipendio, le indennità, la pensione e tutti gli altri benefits che malgrado la propaganda grillina a suon di vaffa, gesti dell’ombrello e apriscatole sono ancora appannaggio dei rappresentanti del popolo.

Il rischio del voto c’è, ma non si vede. Cosa deciderà il Presidente della Repubblica è nella sua testa, più che nelle mani di Dio. La Costituzione italiana è sospesa dal 2011, da quando cioè l’ultimo dei governi più o meno eletti dal popolo fu messo da parte in seguito ad una telefonata dell’Europa ed al suo posto fu insediato il primo dei governi del presidente. Nel senso che il loro fondamento politico era ed è soltanto nella testa appunto del presidente.

Quando la democrazia smette di dare risposte ai problemi reali della gente, è tempo di uomini forti. Ma sarebbe bene che ci pensasse il popolo italiano, invece di stare a guardare inerme questo teatrino dove pupazzi che pretendono di rappresentarlo fanno finta di prendersi a mazzate per procrastinare soltanto se stessi. 🅱️

 

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Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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