Accadde Oggi Almanacco

Il Presidente

Dopo il delitto Moro, il paese sconvolto chiedeva una svolta. Gli Anni di Piombo e della corruzione erano al culmine. Il 15 giugno 1978 Giovanni Leone annunciò agli italiani le sue dimissioni, con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza. A fine giugno, il Parlamento che si riunì in seduta comune doveva dare una risposta agli italiani che andasse ben al di là dei soliti schemi politici e della salvaguardia dei soliti equilibri. Serviva un uomo che per il suo prestigio personale fosse capace di rilanciare l’immagine delle istituzioni stesse, di disperdere la cappa di piombo che si era distesa sul paese con un segnale di pulizia e di speranza. Per fortuna, quell’uomo c’era.

Dopo sedici scrutini a vuoto, Dc, Pci e Psi si misero d’accordo per una figura carismatica e rispettata da tutti. Sandro Pertini, sei condanne e due evasioni, era la bandiera del Partito Socialista, della Resistenza al nazifascismo, delle istituzioni repubblicane stesse. Mai un leader carismatico nel suo partito, ma un uomo coraggioso e leale in tutto quello che aveva fatto.

Ex Presidente della Camera, fu eletto al Quirinale con quella che resta a tutt’oggi la più ampia maggioranza nella storia italiana, 832 voti su 995. Il paese non tardò a ringraziare. Con i suoi modi schietti ed il suo essere sempre e comunque dalla parte della gente senza per questo sminuire le istituzioni di cui faceva parte, lo resero subito quella figura paterna che tutta l’Italia cercava, nel buio di quegli anni.

Fu il Presidente che quando riconsegnò il potere nel 1985, oltre ad aver scritto l’ultimo leggendario capitolo di una vita già leggendaria prima del Quirinale, non fu ringraziato per aver salvato la Repubblica, la democrazia, l’Italia stessa, nel momento più buio della sua storia. Ma la gente lo ringrazia ogni giorno, e lo rimpiange ancora di più. C’è solo un Presidente. Il suo nome è, e sarà sempre, Sandro Pertini.

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Mr. Bloogger

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