Ombre Rosse

La Repubblica disattesa

La Repubblica che si celebra oggi è quella che ha abdicato completamente alla sua Costituzione democratica, quella che una volta tutto il mondo ci invidiava. Per motivi di presunta salute pubblica, una pandemia che fino a prova contraria ha fatto in Italia e nel mondo non più dello 0,06% di vittime (cifra semmai da ritoccare al ribasso, fonte Istat), i cittadini di questa Repubblica hanno acconsentito senza battere ciglio – anzi in molti casi applaudendo – che tra le vittime di questo morbo ci fossero anche i 138 articoli della nostra Carta Fondamentale.

Il Covid passerà, come passano tutte le cose umane, come diceva il giudice Giovanni Falcone a proposito di cose umane ben più gravi. Ma ho qualche dubbio, a differenza di Falcone, che ciò che resterà dopo sarà migliore, o almeno uguale a prima. Le nostre libertà erano costate tanto a quelli che scrissero la nostra Costituzione repubblicana. Sono state spazzate via nel breve volger di un anno con la connivenza dei loro eredi, che più indegni non si potevano dimostrare.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

La Repubblica che si celebra oggi è quella che rimette in libertà il più infame degli assassini, dei suoi assassini, perché «questa è la legge». Giovanni Brusca detto u verru, il maiale, non è soltanto colui che fece saltare in aria i due giudici più famosi ed importanti d’Italia insieme alle loro scorte; non è soltanto colui che per questione d’onore fece a pezzi e sciolse nell’acido un bambino di 11 anni.

Invece è soprattutto colui che fece a pezzi e quasi saltare in aria lo Stato italiano, in quella primavera in cui sembrava che i viddrani di Corleone avessero potuto mettere in ginocchio una nazione moderna alle soglie del terzo millennio. Giovanni Brusca e gli altri corleonesi, per conto proprio e dei loro mandanti del terzo livello, la vera Cupola mafiosa d’Italia, dettero la prima spallata alla Costituzione repubblicana rendendola di fatto ineffettiva e costringendo lo Stato italiano a quella trattativa nelle cui trame ancora oggi non ci si orienta bene, da cui non ci si districa.

Questo è l’uomo che oggi torna in libertà, grazie ad una legge che fu approvata a suo tempo anche con il supporto delle sue vittime. La Repubblica deve molto, moltissimo, forse quasi tutto ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oltre che ovviamente a chi è morto insieme a loro, ma il patrocinio dato da loro al codice penale che fu approvato nel 1989 poco prima del loro martirio resta purtroppo come uno sbaglio clamoroso. Anche i migliori commettono sbagli, ma questo sempre sbaglio resta. E gravissimo.

Giovanni Brusca al momento dell’arresto

Questa è la Repubblica che si celebra oggi, che si compiace dell’avvento di un nuovo dittatore dalle fattezze di quei funzionari di banca che vengono di tanto in tanto pubblicizzati da chi vuole appiopparvi un debito di cui in realtà non avreste alcun bisogno. Che si piega remissiva al dettato di leggi sempre più politicamente corrette secondo cui la maggioranza diventa minoranza e per di più senza tutela, all’esatto contrario di quanto prescriveva la Costituzione.

Che si inorgoglisce ormai soltanto per la vittoria ad un festival continentale di musica da parte di un gruppo di squinternati che chiunque si troverebbe in imbarazzo a presentare o ad ammettere di conoscere in qualunque circostanza sociale.

Che si dimentica invece con estrema facilità di chi ha vinto – anche in suo nome – ben altro, restando in prima linea a combattere il male oscuro quando molti altri, compresi coloro che dovevano dar loro direttive coerenti e razionali, scappavano nuovamente a Brindisi lasciandosi dietro una plebe terrorizzata come quella descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, e resa altrettanto inerme dalla propria ignoranza che la Costituzione – tra gli altri mali sociali – avrebbe voluto come prima cosa emendare.

Non esiste vaccino contro le dittature se non quello di ritornare prima o poi su quelle montagne da cui discesero i nostri nonni per scrivere la nostra Costituzione. A proposito, agli studenti maturandi, che non potranno maturarsi se non previo vaccino d’ordinanza, ne viene offerta una copia dopo l’iniezione. Peggior oltraggio per quella Carta dei Desideri degli italiani non avrebbe potuto esserci.

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Mr. Bloogger

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