Ombre Rosse

Libertà va cercando ch’é si cara

Il libero pensiero è il principale dei diritti umani, prima di quanto è scritto nel preambolo di tutte le costituzioni democratiche occidentali, a cominciare da quella americana che è la madre di tutte. E’ ciò che dà il metro principale alla qualità della vita. E’ ciò che dà anche la misura della civiltà e della democraticità di uno stato, di un paese.

Evelyn Beatrice Hall, scrittrice britannica biografa di Voltaire, diceva (attribuendo quasi, peraltro verosimilmente, la frase al suo personaggio): «Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo» . Se non è di Voltaire, in bocca sua ci sta bene, e sta bene in bocca a duecento e passa anni di liberalismo occidentale seguito alla Rivoluzione Francese.

In Italia, questo liberalismo non è mai appartenuto alla cultura, né dell’èlite né men che meno della massa. Abbiamo una democrazia di importazione, arrivata qui grazie ai G.I. di Roosevelt ed alla V Armata del generale Clark e l’abbiamo sempre indossata, nei settant’anni trascorsi dal 25 aprile 1945, come una vernice, un soprabito.

Da toglierci, da lavarci via non appena ci fa comodo e la lotta politica o economica ci richiede il riaffiorare di istinti ben più primordiali frammisti a comportamenti da plurimillenaria curia cattolica. «Disapprovo quello che dici, e farò di tutto perché tu non possa più dirlo. O anche soltanto pensarlo». Ecco il nostro mantra.

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

Lascia un commento