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Lotta alla mafia, qualunque strategia è stata ben fatta e ben attuata

La trattativa Stato-Mafia va considerata su due piani: quello delle istituzioni politiche e giudiziarie, secondo cui come da recente sentenza semplicemente non esiste. La storia repubblicana si divide in due parti: quella in cui era la Mafia a non esistere, e quella in cui a non esistere è stato lo Stato che con essa qualcuno dice che si è messo d’accordo.

L’altro piano è quello dei Carabinieri, che – sia detto a loro imperituro onore e benemerenza – nel 1992 di cui si parla erano rimasti l’unica istituzione degna e capace di far fronte al nemico più letale che lo Stato italiano si era trovato a fronteggiare nella sua storia: Cosa Nostra.

Il generale Mario Mori, a suo tempo fondatore della CRIMOR dei ROS dei Carabinieri

Ce lo ricordiamo il 1992? Quella voragine al bivio di Capaci che nessuno si sentiva di avvicinare, anche solo per riasfaltare? Quella voragine in Via d’Amelio a Palermo che nessuno capiva come spiegare, giustificare, accettare? Lo stato italiano di cui si ciancia adesso era quello. Una comunità nazionale in ginocchio, capace soltanto di piangere le lacrime di Rosaria Schifani, ma non di darle giustizia.

A difenderne decenza e onore era rimasta soltanto la CRIMOR. Un pugno di coraggiosi agli ordini del Comandante Ultimo, e supervisionati dal colonnello dei Carabinieri Mario Mori. Quello che secondo una massa di gente che adesso parla giusto perché ha un account Facebook io dovrei condannare perché ha trattato con la Mafia.

Mori e De Caprio, il comandante Ultimo, misero Totò Riina in catene, e convinsero il suo successore Bernardo Provenzano (non meno feroce, ma pericolosamente assai più freddo) a tenere un profilo più basso, quanto bastava per non far ammazzare più la gente nel mezzo di strada, in pieno giorno, in piena legalità repubblicana. Qualunque strategia o tattica abbiano adottato i Carabinieri e la Digos nel frattempo per combattere i nemici del genere umano, i mafiosi, mi sta bene.

Capitano Ultimo

E’ stata ben fatta e ben attuata. Nessuno tocchi il comandante Mori, o il Comandante De Caprio. O gli uomini della CRIMOR, e quelli delle scorte sterminate dagli agguati mafiosi, e gli altri servitori dello Stato abbattuti i cui nomi campeggiano sulle lapidi che la Repubblica Italiana non lesina, a differenza della giustizia.

Quegli uomini hanno difeso il nostro onore, il nostro nome, la nostra stessa sopravvivenza. Parlo del comandante Ultimo, e dell’uomo che gli dette l’incarico di arrestare Totò Riina, il Capo dei Capi. Di tutto il resto ne parli pure qualche giornale che fiancheggia la Cupola di adesso, o i suoi referenti politici.

La sentenza di ieri non vale niente. Valgono quei nomi elencati sulle lapidi e sugli ordini di servizio dei Carabinieri. Loro sono andati a sentenza, ci sono andati da un pezzo, ed è l’unica che non ha gradi superiori di giudizio. Hanno vinto loro.

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Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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