Evidenza Salute

Mangiare pesce crudo e prendersi l’anisakidosi

E’ un rischio concreto perché è di moda mangiare pesce crudo, in particolare il sushi e sashimi. L’anisakis è un verme di 3-4 centimetri, che può infestare praticamente tutti i pesci, ma le specie più frequentemente colpite sono l’aringa, lo sgombro, il tracuro, il melù, il pesce sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie.

Nessuna area di pesca marittima può essere considerata immune da larve di Anisakis. Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’intestino e dello stomaco. A questi rischi ora se ne aggiunge un altro: l’allergia. Le reazioni allergiche alle larve di Anisakis comprendono gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica.

La soluzione è la cottura del pesce perché l’anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. In caso di preparazione domestica, la norma prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 96 ore a -18 gradi. La prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l’aceto non bastano ad uccidere il parassita, occorre appunto la refrigerazione prolungata.

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Mr. Bloogger

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