Politica

Museo Pecci di Prato, confermati i disastri nella gestione

di Andrea

Le audizioni del Presidente Bini Smaghi e del Direttore Cagol nella Commissione Controllo del Consiglio regionale hanno confermato le difficoltà in cui si trova il Centro Pecci, sia dal punto di vista finanziario che in termini di costi e presenze. Inoltre, è emerso che il Comune di Prato era pienamente informato di questa situazione.

Di fronte a questo scenario preoccupante, Massimiliano Baldini, Consigliere regionale della Lega e responsabile Cultura in Toscana, ha richiesto l’audizione del Sindaco di Prato e del Presidente della Regione, poiché ritiene che questa grave situazione richieda una responsabilità politica da parte del PD.

Massimiliano Baldini (Lega)

Baldini ha sottolineato che le dimissioni del Presidente del Pecci, come richiesto da un Consigliere comunale della Lega, non sono sufficienti per risolvere il problema. La situazione del Centro Pecci si inserisce in un contesto in cui la cultura in Toscana ha già subito un duro colpo con la vicenda del Maggio Fiorentino, che ha ulteriormente indebolito il sistema culturale della regione. Pertanto, Baldini ritiene che il PD, con Biffoni e Giani, non possa ignorare questa responsabilità politica.

Durante l’audizione, Baldini ha chiesto se il Comune di Prato fosse a conoscenza dei termini della transazione con Perrella, che ha comportato una spesa di 125.000 euro di denaro pubblico. Il Presidente Bini Smaghi ha confermato che il Comune era a conoscenza di questa transazione e ha sottolineato che il Pecci non si troverebbe in questa situazione se il Comune e la Regione non avessero ridotto i finanziamenti.

Inoltre, Bini Smaghi ha affermato che il tema del personale è ancora sul tavolo e che, in assenza di un sostegno più consistente da parte dei due Enti sopracitati, potrebbero essere necessari nuovi licenziamenti per bilanciare i conti.

Lorenzo Bini Smaghi, Presidente Centro Pecci

Il Direttore Cagol ha confermato i numeri modesti delle presenze al Centro Pecci, con circa 15.000 ingressi nel 2022, che hanno generato solo poche decine di migliaia di euro. Questi numeri sono in netto contrasto con il sostegno pubblico significativo ricevuto dal Centro, tanto che si è reso necessario aumentare i giorni di chiusura.

La situazione ha creato imbarazzo e il Consigliere Regionale della Lega evidenzia la delegittimazione del Consiglio di Amministrazione del Pecci, a partire dal suo Presidente, che è già in prorogatio e che, dopo le denunce presentate alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza, non potrà che dimettersi se intende salvaguardare un minimo di dignità per l’Ente.

In conclusione, l’audizione del Presidente Bini Smaghi e del Direttore Cagol ha confermato i disastri nella gestione del Museo Pecci di Prato. La situazione critica del Centro, sia dal punto di vista finanziario che delle presenze, richiede una responsabilità politica da parte del PD, che non può più ignorare questa grave situazione. La richiesta di audizione del Sindaco di Prato e del Presidente della Regione è stata avanzata per fare luce su questa vicenda e trovare soluzioni adeguate per il futuro del Museo.

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Andrea

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