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Music is the answer

Avverto una certa indulgenza verso la malinconia per la fine dell’estate. Come se per molti fosse l’unica ragione di vita, l’unica stagione di vita. Come se questa vera o presunta emergenza coronavirus non avesse insegnato nulla a nessuno.

Care signore e signori, un consiglio, dall’alto delle mie oltre  settanta primavere ormai dietro le spalle. Ogni giorno che Dio mette in terra (lasciamo stare come, nessuno è perfetto, nemmeno lui), ogni stagione dell’anno ha il suo perché, la sua ragione di vita, la sua sottile o profonda soddisfazione esistenziale che dovrebbe bandire ogni malinconia e preparare a nuovi istanti di crescita, conquista, appagamento, se solo della vita avessimo capito qualcosa.

Di doman non v’è certezza, scriveva qualcuno secoli fa, quando epidemie e disgrazie erano più serie di adesso, come un po’ tutto il resto. Carpe diem, diceva Catullo: prenditi anche questo giorno, prenditelo al meglio, se pure non ti sembra appartenere alla tua stagione migliore, o presunta tale. Questo giorno ce l’hai, e per di più porta con sé cose che non c’erano ieri e non ci saranno domani. Prendilo, e lascia la malinconia dello ieri a chi della vita non ha capito nulla.

Arriva la stagione in cui in Canada le foglie diventano tutte di quell’incredibile colore rosso. Di quali altri miracoli abbiamo bisogno per andare incontro alla sera?

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Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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