Ombre Rosse

Non ci sono morti dello Stato

La cessione di libertà che è imposta ad ogni individuo nei confronti dello Stato, trova il suo fondamento nella tutela che le Istituzioni dovrebbero attuare nei confronti della vita, della libertà e della proprietà individuale. Ciascun cittadino è sottoposto a delle limitazioni dettate dalla legge che, seppur a volte appiaia come un labirinto per azzeccagarbugli, è rivolta alla salvaguardia della pacifica convivenza fra gli individui ed alla tutela della salute e sicurezza.

Il crollo del ponte Morandi di Genova ha determinto un susseguirsi di polemiche sull’eventuale revoca delle concessione statale ad Autostrade per l’Italia Spa.  La classe politica ha voluto dare l’impressione che le responsabilità per il disastro potessero essere suddivise tra pubblico e privato, come se si potesse tracciare una linea netta tra capitalismo di Stato e gruppi imprenditoriali legati mani e piedi ai partiti politici durante le grandi privatizzazioni avvenute negli anni ’90.

Agli occhi di qualsiasi italiano perde ogni valore la distinzione tra pubblico e privato quando viene a conoscenza del fatto che nel 1999 il Presidente dell’ente pubblico IRI Gian Maria Gros-Pietro si occupò della privatizzazione della rete autostradale cedendola alla famiglia Benetton, e che nel 2002 lo stesso Gian Maria Gros-Pietro divenne Presidente della società di diritto privato Atlantia Spa, costituita dai Benetton per gestire le concessioni pubbliche sulle autostrade.

Poco importa agli occhi dell’opinione pubblica conoscere l’esatta suddivisione delle responsabilità tra società privatache doveva occuparsi della manutenzione e enti pubblici che dovevano vigilare: questo crollo lascia 43 vittime innocenti, che non avevano alcuna idea di trovare la morte il 14 agosto. Tutta la vicenda affonda comunque le sue radici e le sue colpe in scelte e gestioni avvenute nei salotti politico-finanziari.

Gli uomini cedono parte della loro sovranità in favore dello Stato affinchè questi garantisca la pacifica convivenza tra i cittadini. La convivenzapresuppone che i soggetti siano vivi. Di fronte ai morti si vanifica la funzione dello Stato e questi perde la sua autorità.Per adesso, sono state 19 le esequie di Stato celebrate. Per le altre vittime, i parenti  hanno rifiutato.

In effetti non ha senso accostare il termine funerale con il concetto di Stato. Quest’ultimo nasce per assicurare ai cittadini una vita dignitosa e sicura, sotto la forma di società organizzata secondo la legge. Non esistono funerali di Stato, perchè i morti non sono più cittadini. I morti appartegono alla terra che li ricopre, ai vermi che li mangiano e, per chi crede, a Dio. Lo Stato dovrebbe esistere solo per aiutare i sopravvissuti, alleviare i parenti delle vittime e per correre ai ripari. Le istituzioni non hanno valore nè autorità per i morti.

Solo biasimo e compassione per le autorità in parata davanti a bare piene, che segnano il loro fallimento.

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

Lascia un commento