Cronaca

Prato la provincia con i redditi più bassi

di Andrea

Quindicesima provincia italiana per numero di contribuenti (dodicesima se si guarda solo ai lavoratori dipendenti), ma solo 117ª per reddito medio (137ª per i dipendenti). Ultima provincia toscana per reddito dei lavoratori dipendenti, con un distacco più marcato nel settore manifatturiero, dove viene quasi doppiata da Lucca (17.173 euro contro 30.132) e distanziata di oltre 4.300 euro dalla penultima, Grosseto (21.475 euro).

Sono alcuni dati che emergono dallo studio commissionato dalla Cisl Firenze-Prato e realizzato dai ricercatori Stefano Dal Pra Caputo e Francesco Peron, che guarda alle tendenze per i prossimi anni, in provincia di Prato, lungo tre filoni: giovani, lavoro e casa.

«Sul fronte occupazione – ha spiegato Fabio Franchi, segretario generale Cisl Firenze-Prato – ci sono due problemi che insieme diventano devastanti, quello demografico e il mismatch del mercato del lavoro: la diminuzione di persone in età lavorativa (-6.300 nella provincia tra 10 anni), sarà ancora più pesante se non riusciamo a far incontrare chi cerca e chi offre lavoro».

La popolazione sta invecchiando. E invecchiano anche le lavoratrici e i lavoratori occupati nel mercato. Anche in una provincia come Prato, con un forte numero di stranieri giovani, la quota di lavoratori over 45 è cresciuta di 10 punti percentuali.Nel 2031 la popolazione potrebbe salire di oltre 10 mila unità. A crescere però saranno in particolare gli over 65 che passeranno da 53.244 del 2013 a 69.835 del 2013.

Da qui a 10 anni le persone potenzialmente in età pensionabile, che oggi hanno un’età compresa tra 57 e 67 anni, saranno 37.821. Quelle che entreranno potenzialmente nel mercato del lavoro, ovvero che oggi hanno tra gli 8 e 18 anni, sono 28.621. Applicando il tasso di occupazione medio del 68,3 del 2022, otteniamo una mancanza potenziale di circa 6.300 lavoratori nel 2032.

Fabio Franchi, segretario generale Cisl Firenze-Prato

Quando si parla di miss-matching oltre ovviamente ai temi della formazione e del welfare bisogna sempre più iniziare a considerare il tema demografico. I giovani che entrano nel mercato del lavoro non compensano oggi le persone che vanno in pensione nel mercato del lavoro. E in prospettiva il dato è e sarà sempre peggiore.

Oltre il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori in Provincia di Prato è occupato nel settore dell’industria.  Ma quanto è attrattivo il settore manifatturiero?  Secondo le analisi dei dati, la Provincia di Prato è quella dove il reddito da lavoro generato dal settore manifatturiero è più basso rispetto a tutte le altre province toscane.

Già di norma il reddito medio da lavoro dipendente è più basso rispetto alle altre Province, 19.045 a Prato rispetto, per esempio, ai 23.870 di Firenze o ai 23.066 di Lucca. Ma il dato si abbassa ulteriormente quando si parla di attività manifatturiere. La media dei redditi da attività manifatturiere a Prato è di 17.173 euro contro i 23.324 del trasporto e magazzinaggio.

Per quanto riguarda il settore manifatturiero Prato ha una media di redditi pari a 17.173,60 e si posiziona ultima tra le province Toscana. Rispetto alla penultima – Grosseto – il divario è di oltre 4.300 euro.

Un ultimo ragionamento: nel 2031 la popolazione over 65 in tutta la Provincia sarà il 25,8%. Nel 2063 – secondo le stime ISTAT – la popolazione in Toscana diminuirà di oltre 400mila di abitanti con una riduzione, in particolare, della popolazione potenziale in età lavorativa che passerà da 2,3 milioni a 1,8.

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Andrea

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