Economia

Produzione industriale nel 1° trimestre 2023 all’insegna della stabilità

di Andrea

Nel 1° trimestre 2023 la produzione industriale di Prato ha segnato il passo: è quanto emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord, che come sempre ha preso in esame un campione rappresentativo di imprese.

«Prato è esattamente in linea con la media dell’intero territorio di Confindustria Toscana Nord: +0,3% – spiega la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli (foto) -. Un valore complessivo che comunque nasce da prestazioni settoriali non uniformi. Il tessile con -2,1% viene da un 2022 che può dirsi un anno buono; le previsioni per il trimestre in corso erano al momento della rilevazione con saldo positivo (+9,9) fra ottimisti e pessimisti, con punte per le previsioni di ordini provenienti dall’estero».

«Segno lievemente negativo, -1,1%, per la produzione metalmeccanica, che viene da anni di ottime prestazioni (sugli anni rispettivamente precedenti, +6% il 2021 e +6,6% il 2022): è probabile che la relativa frenata sia dovuta alla predominanza nel campione di aziende del meccanotessile, prossime al fondamentale appuntamento fieristico di ITMA con le sue aspettative di novità».

«Un’interpretazione, quella dell’influenza della fiera sulle dinamiche commerciali del meccanotessile, confermata anche dalle previsioni per gli ordini dall’estero nel trimestre in corso, che vedono un saldo fra ottimisti e pessimisti a quota +34,8. I risultati di gran lunga più positivi sono quelli dell’abbigliamento e maglieria, che dopo un 4° trimestre 2022 opaco (-4,7% rispetto allo stesso periodo del 2021), effettua nel 1° trimestre 2023 un balzo in avanti di +15,9%, con ulteriori aspettative di aumento della produzione nel trimestre in corso».

«Quello che stiamo vivendo – conclude Romagnoli – è un momento di incertezza e di transizione, condizionato dalle dinamiche costi-prezzi, dall’inflazione, da fattori molteplici che frenano i mercati. Le prestazioni delle imprese Prato in un momento particolarmente complicato per il settore moda possono dirsi all’altezza della situazione».

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Andrea

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