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Quando viene la Candelora

In principio erano i Lupercali. Festività del calendario romano che cadevano a ridosso della fine dell’anno e dell’inizio del nuovo, che al tempo di Giulio Cesare era stabilito nel 1° marzo. Secondo una tradizione che va da Dionisio di Alicarnasso a Plutarco, si celebrava con le Idi di Februarium la ricorrenza del mito della fondazione di Roma.

Che era stata resa possibile – in ultima analisi –  da una lupa, la quale avendo partorito i suoi cuccioli da poco aveva latte a sufficienza anche per sfamare i due gemelli Romolo e Remo che la madre Rea Silvia aveva affidato al Tevere per salvarli dallo zio Amulio, usurpatore e assassino, e che la lupa si vide arenare a due passi dalla sua tana sul colle Palatino, dove poi i due gemelli avrebbero costruito il primo insediamento di Roma. Per venire alle mani subito dopo.

I miti hanno sempre un qualche fondamento, a saperli leggere. I Lupercali avevano un intento autocelebrativo, ma ne avevano anche un altro propiziatorio. Cadendo infatti nel calendario giuliano in data equidistante da quelli che erano il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, mescolavano storia patria e quotidianità.

Nel cuore dell’inverno, nel periodo in cui i lupi affamati scendevano in pianura per assalire le greggi ovine, gli allevatori invocavano con un preciso rituale la benedizione del dio Lupercus sugli animali che garantivano la loro sopravvivenza.

La Candelora è,  soprattutto, un giorno cardine di quel calendario naturale che, sottostante a tutte le riforme operate da Giulio Cesare a papa Gregorio XIII, ha scandito la vita degli antichi e dei recenti abitatori delle nostre campagne. E’ celebre il detto: quando viene la Candelora dell’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento dell’inverno siamo dentro. 🅱️

 

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Mr. Bloogger

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