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Quatorze Juillet

Pare che il celebre appello aux armes citoyens, destinato a diventare il refrain della Marsigliese, fu gridato per la prima volta al popolo di Parigi il 12 luglio 1789 da Camille Desmoulins, giornalista e avvocato eletto all’Assemblea Nazionale francese per il Terzo Stato.

Il Re di Francia, ultimo discendente della gloriosa dinastia dei Capeti che risaliva indietro nel tempo di quasi mille anni, all’epoca delle scorrerie dei Vichinghi, aveva governato come i predecessori – dal tempo in cui Alexandre Dumas aveva ambientato i suoi Tre Moschettieri, due secoli prima – basandosi esclusivamente sul diritto divino. Re per grazia di Dio, era la formula di rito, che risaliva al Sacro Romano Impero di Carlo Magno. La volontà della nazione non era mai stata tenuta in considerazione. Almeno fino a quella primavera del 1789.

Convocando gli Stati Generali, Luigi XVI non si era reso conto di aver fatto la prima determinante concessione a quella volontà della nazione che ormai non poteva essere più disconosciuta, ignorata. Aveva creato dunque aspettative, nei salotti e nelle piazze, che ora chiedevano risposte adeguate, insieme al pane. Maria Antonietta, l’austriaca, si era mostrata altrettanto inadeguata del regale marito nel fronteggiare la situazione, invitando beffardamente il popolo affamato a sostituire quel pane che scarseggiava con le famose brioches.

La Presa della Bastiglia fu un fatto d’armi e di sangue di portata assai ridotta, ma dal valore simbolico enorme. La prise fu l’evento a partire dal quale si contarono i giorni, i mesi, gli anni e tutto ciò che successe dopo. La Grande Rivoluzione, cominciata come rivolta disperata di un popolo affamato, finì per travolgere molto più di un sovrano e del suo esercito.

Sconvolse per sempre ed in modo irreparabile un mondo antico che affondava le radici in un epoca ed una cultura sopravvissute a se stesse da oltre un millennio. Spazzò via monarchia assoluta e diritto divino, Stato autoritario e Chiesa Cattolica. Aprì le porte ad un Mondo Nuovo che in realtà era il ritorno ad un mondo ancora più antico, quello dell’Età dell’Oro greco-romana, che poteva finalmente sviluppare le sue premesse interrotte ed abbandonate dal Medioevo e dispiegare le vele verso al modernità.

La cacciata di un monarca tiranno, la Repubblica democratica basata sul censo, le spinte radical-popolari (che avrebbero dovuto attendere un’altra Rivoluzione, quella russa del 1917 per trovare una soddisfazione che i Giacobini francesi non erano stati capaci di dare loro), la guerra civile, il Terrore delle purghe, la deriva dittatoriale causata dall’inefficienza del Senato-Direttorio e dal troppo sangue versato, lo sbocco imperiale non appena si affacciò Napoleone Bonaparte, la caduta determinata dall’impossibilità di gestire un territorio diventato ormai troppo esteso, fino alle porte di Mosca.

Autore

Mr. Bloogger

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