Cinema

Siamo gatti

Il 23 dicembre 1998 uscì nelle sale cinematografiche italiane La gabbianella ed il gatto. E per una breve stagione sembrò che il cinema italiano potesse competere ai massimi livelli con il cinema di oltre oceano anche nel settore dei cartoni animati. Il regista era Enzo d’Alò, che già si era imposto al grande pubblico con La freccia azzurra, tratta da un racconto di Gianni Rodari e musicata da Paolo Conte.

La gabbianella invece era tratta dal racconto di Luis Sepulveda, un esule cileno scampato al golpe di Pinochet che durante il suo periodo di esilio ad Amburgo aveva scoperto la vocazione per la scrittura. La Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare era stata scritta come fiaba morale per la figlia, e diventò un successo mondiale per piccini (tanto da essere adottata come testo in diverse scuole) ma anche e forse soprattutto per grandi. Prima nel 1996 come romanzo e poi nel 1998 come film, appunto.

La storia è quella di Fortunata, chiamata così perché sopravvissuta alla morte della madre affogata in una macchia di petrolio durante la migrazione dello stormo. Come nei cartoni disneyani, la tragedia colpisce senza pietà. Come Bambi, Fortunata si ritrova orfana quando ancora il suo uovo non si è nemmeno schiuso.

Il nome glielo mette la banda dei gatti guidata da Zorba (in Italia doppiato dalla voce impareggiabile di Carlo Verdone) che la adotta e che, dopo aver fatto le opportune esperienze, le insegna addirittura ciò che ai gatti è precluso, ma non a lei: volare.

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Mr. Bloogger

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