Ambiente

Toscana, con la vespa samurai parte la lotta alla cimice asiatica

di Andrea

Sono stati rilasciati oggi i primi esemplari di vespa samurai, il piccolo imenottero (nome scientifico Trissolcus japonicus) cui è affidato il compito di combattere la cimice asiatica (Halyomorpha halys), insetto in grado di causare gravi danni alle piante in agricoltura e in particolare agli alberi da frutto.

In Italia la cimice ha colpito negli anni scorsi molti comprensori agricoli del centro-nord, procurando danni per centinaia di milioni di euro soprattutto alle coltivazioni di melo, pero, pesche e kiwi, rendendo vani i vari tentativi di controllo con mezzi chimici. Questa specie dannosa ha fatto registrare anche in Toscana elevati livelli di presenza, determinando significativi danni che non è stato possibile contenere con interventi diretti di controllo.

Il progetto di lotta biologica alla cimice del Servizio Fitosanitario Regionale parte intanto in 12 siti nelle province di Lucca e Arezzo, individuati con la collaborazione delle organizzazioni professionali agricole, dove i ricercatori del CREA hanno liberato dalle provette le piccolissime vespe samurai, insetti assolutamente innocui non solo per l’uomo e gli animali domestici ma anche per le api e altri insetti utili.

Il meccanismo antagonistico è semplice: la vespa depone le sue uova in quelle della cimice e la larva che ne nasce elimina quella della cimice stessa. In questo modo non solo si elimina l’insetto nocivo, ma si accresce anche, e si diffonde, la popolazione di vespa samurai.

Nell’ambito del programma sono previste non solo verifiche mirate a valutare l’efficacia dell’azione di biocontrollo svolta dall’antagonista naturale, che viene allevato nei laboratori del CREA di Firenze, ma anche valutazioni ecologiche periodiche sugli effetti di questo intervento su tutte le componenti degli ecosistemi agricoli.

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Andrea

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