Attualità

Traffico, soluzione logistica o culturale?

Molto spesso, se non quotidianamente, i cittadini che alle cosiddette ore di punta percorrono le strade più importanti di Prato si imbattono in enormi ed insopportabili ingorghi di traffico. A causa dei lunghi tempi di percorrenza e della disponibilità limitata di parcheggi, è solito trovare cittadini che reclamano una revisione del sistema del controllo del traffico. Per quanto riguarda il centro storico mancano sia parcheggi (quelli del Serraglio, di Piazza Mercatale e di Via Arcivescovo Martini sono insufficienti) che collegamenti stradali nelle aree Sud-Sud-Ovest.

Le aree del centro più penalizzate dalla scarsità di collegamenti stradali sono quelle di Via Carbonaia, Via Santa Trinita, Piazza del Collegio e Via Santa Caterina. «Basterebbe in quest’area invertire il traffico in Via Cambioni per favorire il flusso in uscita verso la parte Est della città, così da alleggerire il blocco stradale che almeno tre-quattro volte al giorno rallenta il traffico tra Porta Frascati e Porta Leone» Afferma Enrico Mencattini.

Enrico Mencattini

«Inoltre, a causa dell’attivazione dei sistemi di blocco si sono penalizzati i cittadini residenti, i quali sono costretti a gincane assurde per raggiungere le abitazioni e per trovare parcheggio vicino casa – continua Mencattini -. Si dovrebbe, quindi, intervenire sulla mancata garanzia per i residenti del centro storico di aree predisposte a parcheggio notturno perché i permessi terminano dopo le 19. Un ultimo problema connesso al centro storico riguarda la mancanza di controlli sulle macchine posizionate in seconda e terza corsia sul Viale Piave, Piazza del Collegio e Via Santa Caterina. Questo modo di fare di alcuni automobilisti irrispettosi delle norme stradali impedisce il normale utilizzo dei parcheggi».

Per quanto riguarda le zone periferiche «sarebbe una buona idea rivedere alcuni sensi unici ormai obsoleti e vantaggiosi solo per autobus sovradimensionati, come quelli di Via Filzi, Via Roma, Via Pomeria e Via Zarini. Necessario, perlopiù, è trasferire il flusso del traffico dalla parte Est-Ovest a quella  Sud del centro storico ed  individuare delle alternative al flusso Nord-Sud. Quest’ultimo, infatti, vede le sole Via Cavour e Via Bologna come direttive Nord e Via Filicaia come direttiva Sud» conclude Mencattini.

Da aggiungere a tutto ciò ci sono le lamentele dei cittadini riguardanti il fatto che, anche in periferia, i parcheggi delle aree Ovest e Sud non sono sufficienti ed idonei. Un esempio è il parcheggio di Via Genova che pare non soddisfi né gli abitanti, né i commercianti della zona.

Federico Mazzoni

Secondo l’ingegnere e presidente Arci Prato Federico Mazzoni il problema che sta alla base è l’evidente iper-circolazione dei mezzi su spazi troppo ridotti. Ciò comporta ricorrenti e pesanti crisi di traffico e ad oggi i pianificatori del traffico non hanno potuto che seguire le questioni momentanee.  Tuttavia «intravediamo una prospettiva di miglioramento, infatti in alcuni punti il Pums del Comune di Prato ha fatto concettualmente un passo avanti, cercando almeno di impostare una visione più larga e qualcosa che sia misurabile nei suoi effetti» fa notare Mazzoni.

«Ci sono diverse questioni da risolvere e gli esperti, purtroppo, non hanno ancora trovato le soluzioni. I nodi più difficili da sciogliere sono le problematiche legate al traffico in Piazza Mercatale e nell’asse Borgovalsugana-Ponte Datini. Per quanto riguarda il primo nodo cruciale, cioè Piazza Mercatale, credo che dovremmo rendere la Piazza oggetto di bypass sotterraneo che colleghi via Arcivescovo Martini con Via Cavallotti, offrendo la possibilità di dare sbocco sul Viale Galilei – suggerisce Mazzoni -. E per quanto riguarda il nodo di Ponte Datini sarebbe auspicabile, con le dovute trattative, spostare l’Enel e sostituirla con una rotatoria di distribuzione molto più grande, in modo da spartire la tensione del traffico in  modo più omogeneo».

Per il Comandante della Polizia Municipale Andrea Pasquinelli la struttura medievale del centro di Prato e quella della periferia risalente agli anni ‘30-‘40 pesano sulla viabilità. Entrambe sono con ogni evidenza inadeguate al livello di motorizzazione che c’è oggi. «La parte più problematica, a mio avviso, è quella che collega Calenzano a La Pietà perché lì non c’è viabilità. Si conta, infatti, solo una strada. Per quanto riguarda la Declassata si spera che con la realizzazione del sottopasso di 400m, costato peraltro circa 30 Milioni di Euro, la situazioni migliori».

Andrea Pasquinelli

«Ad ogni modo – concludePasquinelli – sicuramente certe opere diminuiscono il traffico, ma l’idea che il problema della mobilità si risolva col traffico privato è completamente sbagliata: se noi aggiungiamo veicoli su veicoli possiamo apporre tutte le strade che vogliamo ma non saranno mai sufficienti. La soluzione è limitare il traffico privato dando come alternativa il trasporto pubblico».

Trasporto pubblico che non deve essere inteso come un appalto di un trasporto materiale. Con esso si affida la tutela di un diritto costituzionale, cioè quello alla libera circolazione sul territorio nazionale. Ne deriva che non si possano considerare solo gli aspetti tecnico-economici: occorre tutelare tutti, evitando le varie esclusioni sociali, e guardare al trasporto pubblico in modo innovativo. «Ma purtroppo nel nostro paese si tiene poco conto di ciò e fa sorridere il fatto che i nostri mezzi di trasporto più innovativi siano i classici autobus di 11m» ironizza Federico Mazzoni.

Il presidente Arci ha ricordato che l’entrata in funzione delle Lam, pur essendo state una cosa positiva, hanno determinato l’impoverimento del servizio su delle zone che dalle Lam non sono servite, privando alcuni cittadini del servizio. La chiave, quindi, sta nell’omogenizzazione del servizio di trasporto pubblico sul territorio, nella differenziazione del medesimo e nel cambiamento degli stili di vita. Tuttavia, al momento siamo molto lontani da un sistema del genere e la differenziazione dei servizi è al minimo.

Alla questione del traffico è collegata quella dell’inquinamento e l’idea di tentare di spostare il traffico dai mezzi inquinanti a quelli sostenibili è sempre più ricorrente. «Il termine sostenibilità – ricorda l’ingegner Mazzoni – oltre ad essere un concetto tecnico riguarda quello di responsabilità. Quest’ultimo all’elemento tecnico affianca quello etico perché molta della sostenibilità attiene ai comportamenti personali. C’è nuovamente da intervenire sulla mentalità, stili di vita ed educazione».

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger